L’umidità di risalita si verifica quando l’acqua del terreno risale nei muri attraverso i pori dei materiali edili.
I segni più evidenti sono:
– macchie e aloni scuri vicino al pavimento,
– intonaco che si sgretola,
– efflorescenze saline bianche.
La soluzione più efficace e duratura è l’uso di dispositivi elettrofisici a elettrosmosi attiva, che bloccano definitivamente il fenomeno senza demolizioni invasive.
Cos’è l’umidità di risalita
È un fenomeno fisico in cui l’acqua del terreno, ricca di sali, risale nei muri per capillarità.
Colpisce soprattutto:
– case storiche prive di barriera,
– edifici in tufo e pietra leccese,
– piani terra e cantine.
Come riconoscerla
I segnali tipici sono:
– pittura che si gonfia e cade,
– odore di umido persistente,
– salnitro bianco visibile sulle pareti,
– danni estetici e strutturali nel tempo.
Soluzioni contro l’umidità di risalita
Rimedi temporanei (inefficaci a lungo termine)
– pitture antimuffa,
– intonaci traspiranti,
– deumidificatori portatili.
Non risolvono il problema: l’acqua continua a risalire nei muri.
Soluzioni professionali
1. Dispositivi elettrofisici a elettrosmosi attiva
Sono la tecnologia più moderna e duratura contro l’umidità di risalita.
– Funzionano invertendo la polarità dell’acqua nei capillari della muratura.
– Bloccano la risalita e favoriscono l’asciugatura naturale dei muri.
– Non richiedono demolizioni né iniezioni invasive.
– Sono sicuri, a basso consumo energetico e certificati CE.
– Risultati misurabili in pochi mesi, con muri asciutti e salubri.
È la soluzione che consigliamo di più nelle abitazioni del Salento, dove i materiali porosi come il tufo rendono inefficaci i sistemi tradizionali.
2. Barriere chimiche
Iniezione di resine impermeabilizzanti nei muri. Funzionano ma sono invasive, richiedono forature e non sempre risolvono nei materiali molto porosi.
3. Ventilazione muraria
Sistemi che favoriscono lo smaltimento dell’umidità residua. Utili come supporto, non come soluzione definitiva.
Confronto tra barriera chimica ed elettrosmosi attiva
| Caratteristica | Barriera chimica | Dispositivo elettrofisico (elettrosmosi attiva) |
| Tipo di intervento | Iniezione di resine impermeabilizzanti nei muri | Installazione di un dispositivo elettronico senza demolizioni |
| Invasività | Alta → richiede forature nei muri | Nessuna → nessun danno alle pareti |
| Efficacia nei materiali porosi | Limitata, spesso inefficace | Molto alta, ideale per il Salento |
| Durata | Può degradarsi nel tempo | Permanente, dura per sempre |
| Tempi di asciugatura | Lenti e variabili | Più rapidi e uniformi |
| Manutenzione | Possibili infiltrazioni residue da reiniettare | Nessuna, solo controlli periodici |
| Sicurezza | Uso di sostanze chimiche | Tecnologia a basso consumo, certificata e sicura |
| Costi nel tempo | Maggiori per eventuali reiniezioni | Unico investimento iniziale, senza spese future |
FAQ – Domande frequenti
**Quanto dura un dispositivo elettrofisico?**
È permanente: una volta installato, protegge l’edificio per sempre.
**Serve manutenzione?**
No, solo controlli periodici, ma il funzionamento è continuo e automatico.
**È sicuro per le persone?**
Sì, i dispositivi sono certificati e non emettono radiazioni dannose.
**In quanto tempo asciuga il muro?**
Dipende dal livello di umidità: in media da 6 a 18 mesi, con risultati visibili già nei primi mesi.






